Abitare a Londra fottendo il Sistema

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Quella di oggi è un’intervista fatta a due giovani ragazzi che vivono da alcuni mesi a Londra; la cosa che li differenzia dalla massa è il fatto che vivono tranquillamente senza un lavoro inteso nel senso comune del termine (8 ore al giorno, 5 giorni a settimana), bensì arrangiandosi in modo differente; ciò che colpisce è senza dubbio un diverso punto di vista che può fornire interessanti spunti riflessivi. Dato che le domande sono molte, lasciamo immediatamente spazio all’intervista vera e propria: godetevela!!

– Ciao ragazzi, Raccontate brevemente ai lettori chi siete, da dove venite, dove vivete e cosa fate nella vita.

A: Sono Andrea Barattin e ho 26 anni, vengo da Belluno e sono un’illustratrice e disegnatrice di fumetti. Abito a Bethnal Green con Tommaso (con cui sono insieme da nove luuunghi anni! :P)

T: sono Tommaso Toigo ho 27 anni e vengo Da Puos d’Alpago, un bellissimo paesino di montagna che si trova vicino a Belluno. Nella vita faccio il musicista.

-Come siete finiti a Londra?

A: personalmente avevo voglia di girare un po’ e vedere quello che c’era fuori dall’Italia e di respirare un po’ di aria nuova. Ero indecisa su altre mete europee ma Londra mi sembrava una tappa “obbligata”. E poi ho bisogno di migliorare il mio inglese scolastico, così la scelta è ricaduta qui.

T: sinceramente non ne ho la più pallida idea! Principalmente perché ero appena uscito da un periodo molto difficile, avevo bisogno di vedere un po’ di vita e Londra essendo un mix straordinario di culture diverse mi sembrava la tappa più adatta….inoltre ho un inglese che ha vomitare e ho davvero voglia di impararlo!

-Diteci qual è la cosa che più vi piace di questa città.

A: Le strade gremite di persone di tutte le etnie e il fatto che puoi sentirti libera di vestirti e di essere come vuoi perché sei “nessuno” tra milioni di persone! E i migliaia di stimoli mentali.

T: Come Andrea! Il mix di culture diverse che si trova camminando per la strada…nessuno è curioso ne guarda strano il suo prossimo qualsiasi cosa egli faccia o indossi! Inoltre mi piace il fatto che Londra è un insieme di città nella città….ti sposti di 500 m e sembra di essere in India, altri 500 e par di essere a new york! Questo mi affascina davvero!

-Ditecene una che non vi piace (se c’è).

A: I costi altissimi e l’architettura, le case sono tutte uguali e ogni quartiere è simile all’altro!

T: il fatto che questa sua multiculturalità la rende una città senza anima. La maggior parte della gente è qui per sfruttare Londra, sono qui perché questo è il posto dove si trova lavoro…diciamo che per tanti è una scelta obbligata.

-Qual è stato il vostro percorso di studi?

A: Ho studiato al Liceo Artistico Bruno Munari di Vittorio Veneto e alla Scuola Comics di Firenze.

T: ITAS leonardo da vinci, ed inseguito “Lizard” di Firenze e il “Music academy” di Bologna.

-E con l’inglese come siamo messi? Avete notato cambiamenti/progressi?

A: I miglioramenti ci sono, sono qui da pochi mesi ma riesco a farmi capire. Per me la difficoltà sta nell’ascoltarlo. Poi dipende da persona a persona, il mio coinquilino mi sembra che parli come un alieno, mentre l’altro giorno ho parlato con una ragazza per un’ora di filato senza problemi.

T: i miglioramenti ci sono…principalmente come dice Andrea nel capire. Io ho notato due grandi Step: il primo quando ti passa la paura di far figure di merda…non è importante cosa e come lo dici ma l’importante è che tu lo dica con decisione. Il secondo è quando ti rendi conto che,spesso, il motivo per cui il tuo interlocutore non capisce non è perché tu parli male , ma perché lui capisce l’inglese meno di te! (nota di Nico: sono pienamente d’accordo su questo punto; i cassieri, spesso indiani, delle catene di negozi hanno un inglese pessimo)

-Cosa pensate delle centinaia di nostri connazionali che arrivano nella terra della Regina completamente “allo sbaraglio” senza avere soldi, alcuna qualifica né sapere la lingua?

A: Credo che questa città offra davvero migliaia di opportunità, quindi chi viene a vivere qui può avere possibilità che (purtroppo) in Italia non ci sono. Quindi se una persona sente il bisogno di viaggiare anche solo per fare esperienze nuove, incontrare culture diverse e vedere luoghi nuovi, deve farlo assolutamente. Mi piacciono le persone dalla mente aperta, un po’ meno i molti italiani che si incontrano e che insultano l’Italia neanche fosse il posto più brutto del mondo. Io sinceramente cerco di vedere pregi e difetti sia di Londra che del nostro Paese.

T: fanno bene…. non per tutte quelle cose che si dicono sull’Italia e che ormai hanno sostituito il chiedere informazioni sul tempo quando non si sa cosa dire con qualcuno, ma perché un esperienza all’estero fa davvero molto bene! Sopratutto se si parte a caso e bisogna arrangiarsi fin da subito! Andare via per studiare è un conto, andare via ed iniziare subito a cavarsela da soli mette alla prova. E questo non può far altro che far crescere. Londra è la meta perfetta per questo. Le opportunità sono letteralmente infinite. Qui c’è tutto, occhio a non impazzire

-Quali sono i vostri obiettivi per la permanenza in Regno Unito?

A: L’obiettivo principale è imparare un po’ l’inglese e respirare un po’ d’aria nuova. Non so se starei anni a vivere a Londra sinceramente, è una città così grande che a volte mi toglie il fiato, e i costi sono davvero eccessivi, è raro che usciamo a berci una birra in un pub, per esempio. Poi mi piacerebbe viaggiare e vivere in altre città europee, per cui ora come ora mi godo il momento senza pensare a quando me ne andrò e cerco di vivere ogni esperienza come una cosa che mi sarà di aiuto per il futuro.

T: non credo che permarrò a Londra…io sono uno di quelli che impazzisce per questo “tutto” hahaha! Comunque sfrutterò lo stare qui per imparare l’inglese e assimilare nuove idee per la mia vita. Nutrirmi di un po’ di stimoli…vedere che il mondo è grande e che le cose si possono toccare con mano se ci si impegna per raggiungerle

-Che tipo di differenze culturali avete incontrato emigrando in un nuovo Paese?

A: Non ho conosciuto molta gente di altre etnie, conosco degli inglesi e la mia estetista è una ragazza musulmana. Con lei parlo tantissimo, è nata qui e parla inglese ma la sua cultura è diversa dalla mia. Mi piace vedere come ogni persona ragiona in un modo diverso. Per dire, il mio coinquilino è inglese e ha iniziato ad apprezzare il cibo con noi. Prima non c’era un tavolo in casa e abbiamo preso una scrivania, ora si siede con noi a cena e dice che non ha mai mangiato così bene. Quello che non mi piace delle molte persone che ci sono a Londra è che sembra che siano venuti qui solo per lavorare, senza tenere minimamente alla città. Tanti buttano lattine e bottiglie per terra in pieno giorno, le case raramente sono tenute bene (sempre che che tu non vada nei quartieri residenziali dove vivono le famiglie “bene”, tipo a Wimbledon), i giardini spesso sono trattati come immondezzai… insomma sembra che la gente qui ci viva solo per lavorare, senza altri interessi. Però mi affascinano i quartieri arabi, qui vicino abbiamo Whitechapel e mi piace camminare tra le bancarelle colorate, sentendo accenti e linguaggi a me totalmente sconosciuti. Ci sono un sacco di spunti mentali e ogni persona mi sembra particolare.

T: oddio e come si fa a rispondere? Bisognerebbe scrivere un libro 🙂 … davvero faccio fatica ad identificare una cultura da poter comparare al nostro paese….questo posto è un mix pazzesco e forse è questa la più grande differenza che vedo. Il passaggio da città a metropoli, questa credo sia la vera differenza culturale.

-Cosa vi manca di più dell’Italia?

A: Entrare in un bar e bere un buon caffè macchiato! A parte gli scherzi, mi mancano le piazzette che scopri dopo esserti “persa” tra le vie, mi manca l’architettura che abbiamo solo noi. Londra è la prima città che vivo “guardando per terra”, a Firenze ero perennemente col naso all’insù a guardare le case e i terrazzi fioriti. Mi mancano i colori dell’Italia.

T: Per quanto riguarda l’Italia mi manca la spontaneità dell’ambiente Italiano, l’architettura delle città, il camminare e perdersi per le vie ed il gusto di scoprire ogni volta degli ambienti unici…. la tranquillità ed il take it easy …. qui è tutto take away… la gente corre sempre, esci con gli amici a bere un caffè, e tutti corrono, vai al parco per rilassarti e tutti corrono anche li !!!! Poi vabbè, io vengo da un paesino di montagna e ci sono troppe cose che rendono la vita di un paese inimitabile, e che riempiono il cuore di malinconia al solo ripensarci…

-Che consiglio vi sentireste infine di dare a chi vuole fare un’esperienza di vita all’estero?

A: Il consiglio è di buttarsi, se l’idea è quella. Io mi sono imparanoiata da morire prima di partire, vedevo la partenza come un salto enorme che non sapevo se sarei riuscita a compiere. La cosa incredibile è che è facile sia a parole che a fatti. Prima di partire per Londra ho passato un anno un po’ storto e la partenza ha voluto dire parecchie cose per me, e sono felice di dire che ho fatto la scelta giusta! Le paure che una persona può avere (Troverò lavoro? Casa? Amici?) svaniscono dopo qualche mese che vivi qui perché questa città ti mette di fronte a delle difficoltà che DEVI superare, per te e per la tua crescita. In due è più facile che da soli, quindi forse il mio consiglio è di venire qui con qualcuno con cui si possa parlare nei momenti bui. E consiglio a tutti di portarsi una moka, del caffè e del formaggio grana. Se per caso vi capita di vedere il grana della marca “Emilio’s”, VI PREGO di non prenderlo!

T: Non fatevi troppi problemi che il tempo passa e di vita ne avete solo una!…..ah sì, segnatevi il nome “Emilio’s”…..delizioso!

L’intervista si conclude qui, consigliamo due cose importantissime:

1) Se vi è piaciuta la storia, il blog di Andrea (con le sue meravigliose illustrazioni) lo potete trovare cliccando qui!

2) Raccomandiamo inoltre caldamente di passare anche per di qua!

Talk to you soon, bye! 🙂

 

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