L’arte di fare la biancheria: come semplificarsi la vita ottimizzando tempo e risorse


biancheriaCari lettori, quello di oggi è un articolo che diverge un po’ dai soliti temi. Oggi metterò nero su bianco alcune scoperte che ho fatto nel corso di questi ultimi anni, e che mi hanno aiutato per certi aspetti a migliorare la mia vita.

Come suggerisce la foto qui a lato, è di biancheria che stiamo parlando, però attenzione…

Utilizzerò il “fare la biancheria” come esempio di caso generico, ma i principi contenuti nell’articolo saranno applicabili in qualsiasi altro aspetto delle vostre vite.

Prima di cominciare è necessario spiegare una semplice (ma fondamentale) cosa: Vilfredo Pareto fu un ingegnere, economista e studioso italiano che visse a cavallo tra ‘800  e ‘900. Alcuni studenti di economia potrebbero averlo sentito menzionare per la sua teoria sulla distribuzione dei redditi e la pareto-efficienza, ma non voglio stare qua a dilungarmi arzigogolate enucleazioni microeconomiche.

Cosa c’entra uno scienziato del XIX secolo con questo articolo? Bè, detta in soldoni, la teoria di Pareto (nota anche come legge 80/20) afferma che l’80% dei risultati è generato da circa il 20% degli sforzi. Cosa significa tutto ciò? Ciò significa che del vostro guardaroba utilizzate più o meno costantemente il 20% degli abiti in maniera regolare, ciò significa che al lavoro sprecate circa l’80% del tempo a fare cose non veramente necessarie e il 20% in cose produttive, ciò significa che quando studiate sprecate buona parte del tempo(80%), e quello realmente dedicato all’apprendimento effettivo è molto inferiore(20%). Ciò significa che il 20% della popolazione mondiale detiene l’80% del reddito e così via…

Non è tanto una questione di percentuali esatte (potrebbe anche essere 90-10, 98-2, 85-15 etc); ciò che interessa è il concetto che in qualsiasi processo umano, naturale, sociale ed economico è possibile individuare una piccola parte di sforzo che genera la maggior pare di risultato e viceversa.

Ho voluto mettere alla prova questa “regola” in alcuni aspetti della mia vita ed ecco cos’è emerso:

In passato, facevo mediamente la biancheria una volta a settimana a prescindere da quanti capi di abbigliamento usati, poi la stendevo e (data l’umidità di Londra) aspettavo un paio di giorni affinché si asciugasse. Niente di male in tutto ciò, ma dati gli spazi ridotti, avere uno stendino in camera due/tre giorni a settimana (ogni settimana) non è propriamente la soluzione migliore. Tra una cosa e l’altra tutto questo processo richiedeva qualcosa come almeno tre giorni, il che rendeva la biancheria una delle mie principali “preoccupazioni” della quotidianità.

Ho iniziato ad interrogarmi; è veramente necessario dedicare tutto questo sforzo ad una cosa poco produttiva come la biancheria? è possibile applicare la legge di Pareto (che conobbi per la prima volta nel 2010 all’esame di microeconomia) in cose non economiche di questo genere?

Queste domande mi portarono a risultati sorprendenti. Notai che spesso (se non sempre) lavavo capi intimi, uniformi, giacche e cravatte da lavoro (80%) più ovviamente qualche maglietta o paio di pantaloni (20%).

Notai inoltre che facevo lavatrici mezze vuote e giunsi alla conclusione che se avessi potuto accumulare un po’ più cose da lavare, avrei risparmiato elettricità e allo stesso tempo avrei dovuto fare meno lavatrici avendo di conseguenza una camera più spaziosa e meno rotture di scatole.

Decisi quindi di fare un investimento: comprai ulteriore biancheria intima e altri capi da poter utilizzare a lavoro. Questa cosa di per sé migliorò un po’ la situazione in quanto dimezzai il numero di lavatrici che dovevo fare (circa una ogni due settimane, e con il cestello pienissimo).

Il rovescio della medaglia però era il trovarsi con una enorme quantità di vestiti appesi in camera che richiedeva forse ancora più tempo per asciugare, a discapito dello spazio per me. Il problema da risolvere diventò quindi: ridurre il tempo di esposizione della biancheria (80%) al fine di asciugarla più rapidamente (20%).

La soluzione mi si palesò dinnanzi in un tardo pomeriggio di marzo parlando con il mio coinquilino portoghese. Egli in pratica mi disse che spesso si recava a poche decine di metri da casa nostra per portare ad asciugare la sua biancheria in una delle tante “laundrette” (o lavanderie) sparse in giro per tutta la città. Decisi di fare una prova.

I risultati furono incoraggianti; con una sterlina e 15 minuti di attesa mi ritrovai con la biancheria di due settimane perfettamente asciutta. Ero felicissimo: avevo risolto una volta per tutte (o per lo meno ridotto ai minimi termini) la seccatura della biancheria.

Ora, tra lavaggio ed “asciugaggio” mi servono massimo tre ore per due volte al mese (6 ore totali in un mese), mentre prima mi servivano tre giorni per quattro volte al mese (288 ore totali al mese). Spendo due sterline ogni mese, ma ho ridotto del 98% (288/6) il tempo necessario per fare la biancheria. Nel mio caso la legge è quindi 98-2 anziché 80-20!

Sareste disposti a pagare poco più di due euro per non preoccuparvi più della biancheria? Io sì, e lo faccio. Questo esperimento si è rivelato talmente interessante che sto cercando di estenderlo ad altri aspetti della mia vita (es. il 2% delle mie relazioni che genera il 98% della mia felicità, il cibo che nutre di più col minor costo etc etc).

Tutto ciò si è rivelato immensamente utile anche nell’apprendere più rapidamente l’inglese, trovare lavori meglio retribuiti e in generale migliorare tanti aspetti della mia vita.

Vi invito a condividere l’articolo se lo avete trovato interessante, e vi consiglio inoltre di passare di qua per ulteriori approfondimenti.

Talk to you soon, bye!

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