Quella volta che a 18 anni sono fuggito quattro giorni da casa


 

Firenze smn

A quanto pare questa settimana parlerò della mia scappatella avvenuta ormai sei anni fa. Estate 2008 (non ricordo se giugno o luglio), uno zaino blu e un pizzico di follia.

Avevo appena terminato il mio periodo lavorativo come apprendista idraulico, quindi possedevo alcuni soldini extra nel portafoglio. Inoltre avevo pure buona parte dell’estate tra quarta e quinta superiore davanti, e tanta voglia di scoprire il mondo (bè, quella mi è rimasta in realtà!!).

Una sera dico a mia madre “ciao, domani me ne vado”. Inizialmente pensava scherzassi. La sua reazione in seguito non fu delle migliori, ma non voglio stare qui a rivangare vecchie spiacevoli conversazioni ormai appartenenti al passato. Dico solo che per alcuni anni a seguire di tanto in tanto riemergeva qualche frecciatina facente riferimento all’evento, e tuttora in rari casi l’argomento torna a galla.

In realtà non sapevo nemmeno io dove volessi andare; ricordo che mi cucii una specie di tasca in stoffa nera da indossare sotto la maglietta per tenere al sicuro documenti e danaro, acquistai un bel zaino blu in modalità backpack (zaino che possiedo ancora e che si trova nello sgabuzzino sopra il bagno a casa in Italia, e che recupererò a breve), lo preparai come bagaglio e il giorno seguente mi recai (con la mia scassata ma tuttora funzionante Lancia Y) in stazione per prendere il treno direzione Venezia.

Scesi a Venezia Mestre; ricordo che ero molto spaesato ed un po’ intimorito: non ero molto abituato al caos e tanta gente in luoghi affollati. La mia decisione fu di prendere il primo treno a caso (acquistando il biglietto ovviamente) e recarmi al capolinea. Guardando il tabellone delle partenze, questo criterio mi avrebbe portato a Berna (Svizzera). Per qualche motivo che ancora non conosco, optai per la soluzione successiva: Firenze Santa Maria Novella.

Acquistai il biglietto Eurostar e salii su quel treno che rappresentava in qualche modo una forma di indipendenza, trasgressione e voglia di scoprire cose nuove. Dopo un primo stop a Padova ed uno a Bologna, in una manciata di ore mi ritrovai nel capoluogo Toscano.

Una meravigliosa giornata di sole accolse questo giovine sbarbatello nel nuovo ambiente, il primo pensiero fu “devo trovare un posto dove dormire”. Dopo aver scoperto che in stazione mi avrebbero dato queste informazioni solo a pagamento, decisi di arrangiarmi. Fuori dalla stazione la bellissima basilica (di Santa Maria Novella per l’appunto) mi colpì particolarmente, ricordo nitidamente gli alberi nel sagrato adiacente all’edificio ed il campanile appuntito.

La mia urgenza di trovare un posto dove dormire però era più elevata rispetto alle mie ambizioni turistiche quindi decisi di incamminarmi verso il centro (che non è poi così lontano dalla stazione) e mi trovai in una via costellata da miriadi di alberghetti e pensioni economici (tipo 15/20 euro a notte). La via si chiama Via Faenza, e insieme a Via Guelfa, le due formano una specie di triangolo che conduce verso il Duomo. In mezz’oretta dal mio arrivo ero sistemato.

Non voglio entrare nei dettagli geografici di Firenze, ma essendoci poi stato tipo sei volte nel corso degli anni, alcuni punti di riferimento verranno menzionati nelle prossime storie (se le voterete). Siccome i miei articoli solitamente non superano le 500 parole, oggi ci fermiamo qui. In seguito il sondaggio sull’articolo che volete per domenica prossima.

Non dimenticatevi di fare click qui per restare sempre aggiornati sul blog, e non dimenticate nemmeno di condividere questo articolo per intrattenere e motivare i vostri amici a prendere decisioni diverse nella propria vita. A tal riguardo ho scritto un articolo che in pochi giorni ha battuto tutti gli altri per numero di visualizzazioni; se vuoi leggerlo fai click qui.

Talk to you soon, bye!

 

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