L’alcool ci rende migliori


Homer

Oggi avete scelto questo articolo, sarò ben lieto di trattare (e forse fornire qualche spunto su) questo tema.

Amici che vomitano, ragazze scalze, scomposte e ciondolanti, uomini barcollanti e molesti, hangover debilitanti, persone che fanno cose che normalmente non farebbero… Ahhh, che piacere l’ubriachezza!

Penso sia abbastanza evidente che il titolo di questo articolo vuole essere provocatorio; a nessuno piacciono le cose appena menzionate.

Prima di andare avanti voglio precisare che io non sono astemio, e questa non sarà una imputazione in modalità “falso perbenismo” volta a bollare l’utilizzo dell’alcool, bensì vuole essere una sorta di indagine finalizzata a capire le ragioni del suo uso. Mi sono interrogato sul tema ed ho ricavato quanto segue.

La domanda fulcro, il nocciolo della questione quindi è:

Perché la gente spesso continua a bere nonostante gli aspetti negativi legati a questa attività? (oltre a quelli sopra menzionati, ci sono anche molti aspetti medici coinvolti: aspetti che non sono sufficientemente preparato a trattare, ma che per farvi un’idea potete controllare dando un’occhiata qui).

La prima osservazione che possiamo fare è che il fatto di bere sostanze alcoliche è prevalentemente un’attività sociale. Mi spiego meglio: difficilmente una persona si beve quattro birre a casa da solo mentre guarda la televisione (esclusa la patologia dell’alcolismo), ma con molte probabilità quattro birre in compagnia non sembrano poi un granché.

La seconda osservazione è che prestando attenzione a me stesso e gli altri, con un po’ di alcool in corpo generalmente sembra che gli esseri umani siano più socievoli e tendano a volersi bene. Ho notato questo fenomeno in Italia, in Francia, in Spagna, in Germania, in Regno Unito e in altri paesi; ciò mi fa quindi pensare che queste valutazioni siano valide ovunque (o almeno per i paesi occidentali) in quanto intrinseche a molti individui. Per un po’ scompaiono le differenze sociali, le differenze di reddito, i “brutti” diventano “belli”, emergono stati emotivi che solitamente tendiamo a nascondere e molti filtri scompaiono; per certi aspetti diventiamo un po’ più “noi stessi”. Proprio in questo senso trova giustificazione il titolo dell’articolo. Quel momento in cui siamo “brilli ma consapevoli” è il momento in cui l’alcool ci “rende migliori”.

I ragazzi trovano il coraggio di rompere il ghiaccio e attaccare bottone con le ragazze o fare i furbetti anche se hanno la fidanzata, le ragazze d’altro canto hanno una valida scusa, un’ottima giustificazione per poterla dar via senza venir definite “sgualdrine”. In ogni caso era colpa dell’alcool. Sostanzialmente è una situazione, come si direbbe in inglese “win-win”, dove nessuno ci rimette.

Quando siamo brilli aumenta la parlantina, ridiamo per niente, tendiamo a interagire e “creare gruppo”. Per un paio d’ore tutta la merda che c’è nella nostra vita scompare, la mente è libera e felice di vagare negli antri più reconditi dell’ubriachezza. Perfino i romani veneravano il dio Bacco, raffigurazione divina dell’ebbrezza. Nel 186 A.C. i riti in favore di Bacco vennero vietati dal senato romano per motivi di ordine pubblico. Oggi esisto eventi come l’oktoberfest ad esmepio, finalizzati ad ubriacare milioni di persone ogni anno.

Nel 2013, in una società focalizzata sull’individualismo e sul successo della persona vista come singolo, trovare momenti di genuina socialità in compagnia è una cosa sempre più difficile. Tutti sono troppo impegnati a lavorare, progredire, fare cose etc etc per permettersi il lusso di trascorrere piacevolmente il tempo con altre persone.

Se ci fate caso, la maggior parte degli esseri umani con cui avete a che fare sono vostri colleghi di lavoro, o compagni di scuola, oppure le persone che vivono con voi. A seguire, se avete degli hobby troverete i vostri compagni di squadra/o attività ricreativa svolta. Tutti soggetti con cui siete comunque in qualche modo “obbligati” a stare insieme, non perché lo avete veramente deciso voi ma perché è il vostro contesto di vita a determinarlo.

La risposta che mi sono dato è che noi siamo esseri umani e per definizione anche esseri sociali, quindi se potessimo mettere su una bilancia gli aspetti socialmente rilevanti dell’ubriachezza (fiducia in sé, maggior coraggio e socialità, divertimento etc) a confronto con quelli negativi (prevalentemente fisici), probabilmente tendiamo a dare più importanza ai primi, e per questo motivo il comportamento alcolico tende a perpetuarsi.

Non mi sbilancio né in favore né contro questa pratica, io stesso a volte mi rendo conto di esserne parte integrante. Dico solamente che da un punto di vista super-razionale sarebbe più bello essere “noi stessi” senza bisogno di alterazioni psico-fisiche, con gli ulteriori benefici in termini di salute che ne conseguirebbero.

Magari abbiamo bisogno ricalibrare il contesto sociale dell’epoca in cui viviamo, o forse dobbiamo solo berci su!! Per alcuni spunti riflessivi su come prendere decisioni nella propria vita e come guardare dentro sé stessi, fai click qui. Per sapere quando escono nuovi articoli, video e rimanere aggiornato invece clicca qui.

Se infine condividi questi pensieri del tutto o in parte, ti invito a rendere partecipi anche i tuoi amici condividendo questo articolo con loro su facebook, twitter, o qualsiasi altro social media di cui tu faccia uso.

Talk to you soon, bye!! e questa volta aggiungo anche un “cin cin” 🙂

 

 

 

 

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