Tempi buddisti: Londra, Hong Kong e meditazione


Tempi Buddisti tra Asia ed Europa & Tecniche di meditazione

MeditazioneOggi voglio parlare di un argomento che esula un po’ dai temi caratteristici di NicoLifeStyle, ma che ho scoperto di recente, e allo stesso tempo potrebbe essere utile anche a voi: la meditazione. Nella prima sezione di questo articolo esaminerò quindi il tema della meditazione in generale, nella seconda parte troverete materiale su alcuni tempi buddisti che ho visto in diversi luoghi nel mondo.

Parte 1) Tempi buddisti: a zonzo per il mondo

La pagina in italiano di wikipedia dà una definizione di meditazione che potrei riassumere nel seguente modo: La meditazione è la pratica attraverso la quale si concentra la propria mente su uno specifico obiettivo (o talvolta su niente) a scopo religioso, spirituale, filosofico o semplicemente con il fine di migliorare le proprie condizioni psicofisiche.

Tempio Sri Murugan a Londra: Prima esperienza nel vedere un tempio buddista

La prima volta nella mia vita in cui ho visto un tempio buddista è stato a Londra! Sì, proprio a Londra. Qui di seguito un breve video su quel giorno (il mio primo incontro con un tempio buddista). L’articolo poi continua sotto al video.

Tian Tan Buddha ad Hong Kong: Il Budda più grande del mondo

Quello di seguito invece è un video che si riferisce al tempio buddista sull’isola di Lantau ad Hong Kong. La particolarità di questa location è che in cima al colle c’è il Buddha più grande del mondo! L’articolo – tempi buddisti – continua sotto al video.

Tempio dei diecimila Buddha (10000) Hong Kong

Questo video si riferisce all’escursione che feci nei pressi di Sha Tin verso il monastero dei 10000 buddha. In realtà i budda sono circa 12000, e la salita per arrivare in cima è bella lunga ma ne vale assolutamente la pena. L’articolo continua sotto al video.

2) Meditazione e tecniche:

Ciò di cui voglio parlare in questa sezione è l’ultimo caso considerato nella sopra esposta definizione wikipediana: il miglioramento delle proprie condizioni psicofisiche. Spiego il motivo di questo post con una domanda retorica: Chi non vuole il miglioramento delle proprie condizioni psicofisiche?

DISCLAIMER: Io non sono un esperto in materia, non ho mai effettuato alcun corso e le cose di cui sto parlando sono state apprese in maniera autodidatta e per esperienza diretta.

Detto ciò, tutti noi abbiamo costantemente un filo di pensieri nella nostra testa che ci accompagna durante il corso del giorno, non importa che si tratti di pensare a cosa mangeremo per cena, come risolvere il problema della fame nel mondo o come proporsi alla tipa gnocca conosciuta l’altra sera, tutti pensano costantemente e a prescindere. Spesso (ma fortunatamente non sempre) i nostri pensieri sono la principale causa delle nostre insicurezze, della paure e ansie nella nostra vita.

Buddismo Hong KongIn estrema sintesi e sfociando quasi nella banalità, la meditazione potrebbe essere quindi definita come un processo mentale che interrompe questo “flusso di pensiero” lasciando il vuoto completo. Una buona meditazione consiste quindi nel riuscire in pratica a non pensare. Da un punto di vista teorico non è in realtà un concetto complesso da capire, metterlo in pratica però è un altro paio di maniche.

In qualità di esseri umani abbiamo due menti; quella conscia (che state utilizzando adesso per leggere questo articolo) e quella inconscia (che vi fa fare i sogni, vi fa provare emozioni e a volte vi fa avere delle intuizioni e coincidenze pazzesche in momenti inaspettati). Queste due menti sono costantemente in contatto tra di loro. In sostanza, liberare la mente conscia influisce in modo positivo su quella inconscia perché la “lascia stare per un po’ “; allo stesso tempo l’assenza di pensieri e stress rilascia la tensione muscolare nel nostro corpo inducendo un senso di relax generale, che a sua volta favorisce nuovamente lo “svuotamento” della mente. Questo circolo virtuoso dovrebbe avere luogo e perpetuarsi durante ogni sessione meditativa lasciando infine nel meditante un profondo senso di serenità e calma.

Esistono infinite tecniche di meditazione e probabilmente non ho una sufficiente conoscenza del tema per poterle elencare tutte; c’è chi crea visualizzazioni mentali, chi la fa sdraiato, chi si siede, chi fissa un oggetto sacro etc. Molto dipende anche dal singolo individuo ed ognuno ha reazioni diverse a stimoli diversi. Per i principianti solitamente vengono consigliate due opzioni; dopo essersi recati in un luogo tranquillo e silenzioso le opzioni sono:

1) Concentrarsi su ogni proprio singolo respiro, essere consapevoli di avere qualche rumore attorno (un cane che abbaia, una porta che si chiude) ma fare in modo che questo pensiero scorra via dalla testa senza che si fermi in essa (es. oh, quel cazzo di cane non può starsene zitto… Ah, però non è colpa sua povero, e a me piacciono i cani… Quello di mio zio è morbidoso tra l’altro… etc etc). Non appena la testa rientra in modalità “flusso di pensiero” il trucco è ritornare a concentrarsi sul respiro. Succederà mille volte se proverete, posso assicurarlo 🙂

2) Utilizzare un mantra e ripeterlo costantemente nella propria testa. Come per il respiro, il mantra dovrebbe essere lo stratagemma che impedisce alla testa di vagare tra i pensieri. Un mantra potrebbe essere il classico “om” oppure un suono facile da ricordare, anche “love” potrebbe andare bene. Ad uno stadio successivo di esperienza nella meditazione, il processo non dovrebbe più richiedere l’uso di simili trucchetti e il soggetto meditante teoricamente è in grado di meditare effettivamente in modo istantaneo.

Per quanto mi riguarda personalmente, ho provato diverse tecniche. Fino ad ora non sono mai riuscito realmente a completare un ciclo meditativo senza mai pensare, ma qualche piccolo risultato lo si può notare dopo alcuni giorni.

Quello della meditazione è un universo che contiene in sé secoli di discipline, religioni e culture. Vi consiglio caldamente inoltre passare qui e darmi un commento sulle vostre esperienze meditative.

Talk to you soon, bye!

 

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