La solitudine in mezzo a 10 milioni di persone


Arriva prima o poi quel momento in cui i tuoi bisogni primari sono pressoché soddisfatti, dove hai trovato casa, hai sistemato tutte le carte ed eventuali burocrazie, possiedi un conto corrente, sei in regola con tutto e anche se magari non navighi propriamente nell’oro ti riesci più o meno a pagare le spese e mettere via qualcosina. E adesso?

viale ilford

Non tutti la vivono allo stesso modo; c’è chi è emigrato con un amico, chi con la fidanzata o chi ha la fortuna di avere o trovare qualcuno che gli dia una mano. Oppure c’è la maggior parte della gente che si viene a trovare in una nazione straniera, a volte senza sapere nemmeno bene la lingua, sostanzialmente senza conoscere nessuno al di fuori del proprio ambito lavorativo ed eventualmente i propri coinquilini.

Arriva quindi quel momento dove le priorità iniziano a cambiare ed il cervello ti pone delle sarcastiche domande; è incredibile come il cervello possa essere stronzo nei tuoi confronti, è pressoché impossibile fuggire da sé stessi…

Chi cazzo me lo ha fatto fare? è vita questa? perché non potevo starmene a casa?

Queste sono alcune delle domande che spesso mi venivano in mente in questo iniziale periodo grigio (sì, non dico nero perché tutto sommato le cose non andavano male, però sembrava che non andassero nemmeno così bene).

Per quanto riguarda me personalmente, credo che da questo punto di vista l’idea di essermene andato con ancora un esame da superare abbia influito in parte su questo stato d’animo poco gradevole (se non sai la storia dell’ultimo esame fai click qui). Inoltre, quando vivi vent’anni nello stesso luogo tendi a dare per scontate alcune cose di fondamentale importanza come la tua famiglia, le tue interazioni sociali e gli amici che bene o male ci sono sempre.

Poi all’improvviso… PUF! Sostanzialmente a nessuno interessa poi così tanto di te, il mondo va avanti comunque e nel bene o nel male ti devi arrangiare; questo limbo può avere durate differenti, che in pratica dipendono dallo stile di vita che si conduce, dalle nuove esperienze che si fanno e dalle nuove persone che in qualche modo iniziano ad entrare nella tua vita.

C’è da dire che parallelamente al miglioramento della lingua cresce anche il numero di conoscenze che si possono fare, e di conseguenza i luoghi e le attività che si possono vedere e provare.

Portando questo articolo nuovamente su un piano narrativo anziché descrittivo, potrei dire che un cambiamento in meglio è iniziato quando un giorno ho deciso di sfidare un mio amico nel chiedere il maggior numero possibile di numeri di telefono a belle ragazze incontrate casualmente per strada o in luoghi pubblici.

Oltre che divertente, questa cosa mi ha forzatamente messo in quella sensazione di cuore palpitante, timore di sberle in faccia e paura delle conseguenti figuracce. Sorprendentemente le risposte delle ragazze sono state molto più che positive, cordiali e socievoli, e se qualcuna non era interessata semplicemente se ne andava.

In quel momento ho realizzato quanto semplice sia in realtà creare contatto con un altro essere umano; un sorriso, un complimento o semplicemente uno scambio di parole. Siamo tutti esseri umani, esseri sociali che hanno per l’appunto un disperato bisogno di esprimere in diverse forme la propria socialità, un po’ come fanno i bambini. Anche se non si conoscono, i bambini giocano assieme tranquillamente.

Con questa nuova consapevolezza in testa, conoscere persone è diventato più semplice, e col passare del tempo le cose sono migliorate. Avendo inoltre cambiato lavori e case diverse volte il processo è diventato più rapido, e posso tranquillamente dire che in più o meno sei mesi mi sono creato un giro di persone che sento e vedo regolarmente, alcuni dei quali sono diventati dei buoni amici.

Diciamo quindi che la solitudine in mezzo a dieci milioni di persone è una cosa che ho sentito per circa mezzo anno. Potrebbe essere interessante dare un’occhiata qui per scoprire com’è andato il mio primissimo impatto con persone sconosciute quando ero un immigrato fresco di pochi giorni.

Per degli extra e maggiori informazioni vai qui.

Talk to you soon, bye!

This entry was posted in Altro, londra and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s