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Alessandro: Minorca, il sogno che è diventato realtà

MINORCA – L’ISOLA DELLA CALMA

OLYMPUS DIGITAL CAMERACi sono posti nel mondo che quando raggiungi per la prima volta è come se li riconoscessi, come se ti parlassero dandoti subito del tu. E’ come se nel cuore, senza sforzo, si aprisse un varco e da quel varco entrasse una voce che ti dice: è qui che che troverai la pace, la serenità e l’equilibrio che stai cercando. A me è succeso con Minorca, la piccola isola delle Beleari che visitai tanti anni fa e che mi rapì a prima vista come un colpo di fulmine.

Da quel giorno, il giorno in cui atterrai all’aeroporto di Mahon (la capitale di Minorca), il mio sogno divenne quello di riuscire un giorno di vernire a vivere in questo piccolo paradiso del Mar Mediterraneo.

E così è stato. Dal 2008 vivo a Minorca, a Mercadal. Un piccolo paese che non si trova sul mare ma che ha un grande pregio, è esattamente al centro dell’isola e da qui si possono raggiungere in poco tempo tutte spiagge più belle ed in 20 minuti Mahon o Ciutadella. Minorca, come accennavo ora, ha molte spiagge e molte di queste sono dei veri e propri capolavori della natura come per esempio Cavalleria, Macarelleta, Mitjaneta o Binigaus.

Vivere qui significa riappropiarsi del cala-macarellarapporto con la natura, vivere maggiormente all’aria aperta, godersi il sole ed il vento che spesso soffia da nord e rinfresca le giornate e respirare un’aria pulita e tersa tutto l’anno. Significa inoltre godere del silenzio, della tranquillità che, a parte i mesi estivi, regna incontrastata sull’isola. Questa è un’isola per chi ama le cose semplici, i tramonti, le passeggiare, i bagni in mare. Non è adatta chi invece cerca discoteche e vita notturna, per loro consiglio Ibiza.

Per me è stao possibile trasferirmi grazie al mio lavoro. Lavoro con il web, facendo’editore digitale e creando siti gestendoli come veri e propri Magazine online e posso lavorare ovunque, mi basta avere una buona connessione.

Vivere qui mi ha ispirato la creazione di un Guida digitale su Minorca: www.isoladiminorca.com

che gestisco pubblicando con costanza novità e informazioni sull’isola. Un ultima cosa: per tutti coloro che sognano una vacanza a Minorca potendo suggerisco due mesi su tutti: Giugno e Settembre. Giugno perché le giornate sono lunghe, il sole scalda ma non è caldo come a luglio e agosto e perché è un mese ancora tranquillo. A settembre invece l’acqua è calda, non c’è più il grande afflusso di Agosto ed i colori di Minorca sono indimenticabili.

Ti potrebbe interessare anche: 7 motivi per vivere a Hong Kong

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Fabio ci spiega perché investire a Dubai

Dubai, il futuro dell’economia passa da qui

Questo articolo è stato gentilmente scritto da Fabio Troglia e ci illustra quattro motivi per considerare Dubai come meta di business o investimento. Allo stesso tempo, in fondo all’articolo ci dà un consiglio su come iniziare a muoversi per farsi un’idea concreta sulle opportunità economiche nel Medio Oriente ed investire a Dubai.

dubai1) Livello di sicurezza tra i più alti al mondo.Oggi affronteremo insieme gli sviluppi che sta avendo Dubai negli ultimi anni dal punto di vista economico. Dubai è identificabile come l’Hub centrale del Middle East, perché ha una serie di caratteristiche fondamentali, che ora andremo a esaminare:

2) Rete infrastrutturale, con standard molto elevati, due aeroporti, di cui L’aeroporto Internazionale di Dubai-Al Maktoum con il nuovo ampliamento in vista di Expo 2020, sarà uno degli aeroporti più grandi al mondo. Oltre la dimensione, presenta un numero di voli e un collegamento a livello mondiale davvero eccezionale (ndr. 70.475.636 passeggeri nel 2014. Fonte: wikipedia). Se a questo aggiungiamo la posizione geografica particolarmente interessante, ci rendiamo conto che da Dubai sono raggiungibili moltissime mete in breve tempo.
4) Dubai è una città dove esiste un fermento economico e delle opportunità di business

davvero uniche, essendo la città molto nuova e sviluppatasi molto velocemente. Risulta quindi molto facile trasformare un’idea di investimento in realtà. Il business si può sviluppare su Dubai, oppure è anche possibile usare la città come punto di riferimento per fare business negli altri paesi del Golfo che a loro volta stanno avendo degli sviluppi molto interessanti, come ad esempio il Qatar, l’Arabia Saudita e l’Oman.

3) Tassazione zero. Dubai è Panama city, Panama
diventata famosa per questo, infatti non esiste la tassazione sul reddito e non esiste l’Iva per nessuna attività. Questo ragionamento vale sia nel caso in cui una azienda faccia business verso l’estero, sia quando faccia business sul proprio territorio. Per esempio a Panama, le attività che fanno trading all’interno del Paese sono soggette a tassazione, mentre a Dubai no.

Il mio consiglio è certamente quello di recarsi a Dubai, e se possibile passaci un mese per respirare l’aria, conoscere persone e rendersi conto in prima persona delle potenzialità enormi che l’area può offrire.

Autore fabio troglia

Scopri inoltre come trovare lavoro nella finanza a Londra cliccando qui, oppure i sette motivi per scegliere Hong Kong cliccando qui.

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Quale valigia comprare

quale valigia comprareQuale valigia comprare – Viaggiare, vivere e lavorare all’estero

Dati i miei 10 cambi di abitazione e tre cambi di Nazione, una domanda che mi viene spesso posta è “quale valigia usi?/ mi consigli di comprare”? Ho girato un breve video al riguardo dove vi mostro la mia Carpisa e vi parlo di una Samsonite. Sotto questo video, le varie specifiche e link!

 

Quale valigia comprare?

Allora, per i modelli Samsonite:

-Valigia Samsonite Grande: http://amzn.to/1jW6Pki

Specifiche:  57 cm x 79 cm x 33 cm, 111 litri di volume, pesa 3.8 Kg, è fatta di Polipropilene ed il guscio è rigido. Ha due ruote ed un lucchetto con combinazione.

-Valigia Samsonite Media: http://amzn.to/1M8iClW

Specifiche: 64cm x 45cm x 28cm, 81 litri di volume, è dotata di manico telescopico, è fatta di Polipropilene ed il guscio è rigido. Ha due ruote ed un lucchetto con combinazione.

-Modello simile alla mia Carpisa: http://amzn.to/1OUDMcu

Questo modello non è esattamente uguale al mio, ma si avvicina molto. Vi consiglio quindi di andare a vederlo sul link ad Amazon che vi ho messo qua sopra.

Spero questo articolo vi sia stato utile. Puoi seguirmi sui social sul lato destro dello schermo, condividere oppure contattarmi cliccando qui.

 

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Il costo della vita a Hong Kong – Vivere a Hong Kong

Costo della vita a Hong Kong – Confronto tra Hong Kong, Londra e Milano

In questo articolo ho cercato di spiegare il costo della vita a Hong Kong nel modo più oggettivo possibile. Per fare ciò in modo chiaro e semplice, ho effettuato un confronto tra prezzi in tre diverse città: Hong Kong, Londra e Milano. Nel video qui sotto la versione breve dei risultati ottenuti, i dettagli su metodo e dati invece sono spiegati nel resto dell’articolo.

Per prima cosa ho determinato un indice, dove 100 è il valore dei prezzi per Londra. In seguito ho determinato i valori per le altre città in comparazione con Londra. In questo modo risulta più semplice pensare in termini percentuali. Ad esempio, se un prezzo a Milano è 88, significa che quel prezzo è il l’88% rispetto a Londra, o alternativamente il 12% più economico di Londra (100-88).

Siccome non ho mai vissuto a Milano, e non conoscendo il prezzo di alcuni beni, per determinare i diversi valori mi sono aiutato con expartisan, un sito di confronto degli indici di prezzo al consumo.

Il rilievo dei dati:

tabella costo vita hong kong

Come potete notare, ho utilizzato il colore rosso per indicare la categoria più costosa in assoluto, ed il verde per evidenziare la più economica. Si può osservare quindi a colpo d’occhio che tra le tre, Milano è la città più economica in cui vivere. Nonostante questo però, l’intrattenimento (club, cinema, bar, pub, uscire a cena etc) a Milano registra il valore più caro di tutti. Londra è la città più costosa in cui vivere, ma i dati mostrano che l’intrattenimento è leggermente più economico delle altre due città considerate. NOTA: Leggi l’articolo che ho scritto sul costo della vita a Londra cliccando qui.

Il costo della vita a Hong Kong risulta essere un buon compromesso tra Milano e Londra, ad eccezione dei prezzi immobiliari e dell’affitto. Trovare casa a Hong Kong ad un prezzo ragionevole ed in condizioni dignitose è davvero un’impresa. Questo è dovuto alla mancanza di spazio che ha portato Hong Kong a svilupparsi verso l’alto.

Grafico del costo della vita a Hong Kong:

Costo della vita Hong Kong grafico

Il grafico qui sopra mette in evidenza i dati di cui abbiamo discusso sotto forma di istogramma. Come potete notare, la colonnina blu ha sempre la stessa altezza e si riferisce all’indice 100 di Londra, mentre le altre due colonnine si adeguano in base alle differenze rispetto alla capitale britannica. Se ti interessa saperne di più sul costo della vita in Cina clicca qui.

Se ti potesse interessare, clicca qui per come trovare lavoro a Hong Kong, oppure qui per come ottenere il visto per Hong Kong.

costo della vita a Hong Kong

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La situazione economica di Hong Kong – Vivere a Hong Kong

Una breve premessa

Come abbiamo già detto in altre parti del sito, Hong Kong è una regione a statuto speciale della Cina con una propria moneta, politica sull’immigrazione, legislazione, sistema scolastico e molte altre cose che la differenziano dalla mainland China. Dal punto di vista Geografico, Hong Kong è composta dalla principale isola (Hong Kong), dalla penisola di Kowloon e circa 200 altre isole minori.

In questo articolo verrà presentata la situazione economica di Hong Kong nell’anno 2015. I dati sono quelli ufficiali pubblicati dal dipartimento nazionale di statistica.

Se ti interessa trovare lavoro ad Hong Kong, ti consiglio di leggere questo articolo. Puoi anche guardare il video qui sotto per un riassunto dell’articolo sottostante.

Tasso disoccupazione Hong Kong

L’economia di Hong Kong è fortemente occidentalizzata e basata sul sistema capitalistico. Qui di sotto il grafico dell’andamento del tasso di disoccupazione tra fine 2011 e metà 2015. Come potete vedere, si rimane sempre al di sotto del 3.5%, ad eccezione della primavera 2013 dove lo si è leggermente sfiorato (in Italia nello stesso arco temporale non si è mai scesi al di sotto dell’8%).

Tasso disoccupazione Hong Kong

Primario e industria

La mancanza di spazio, unitamente all’assenza di risorse minerarie rendono quindi Hong Kong una regione poco dedita al settore primario (agricoltura, industria estrattiva) ad eccezione di qualche villaggio di pescatori come ad esempio Tai-O. Un ragionamento simile può essere fatto anche per il settore produttivo, in quanto è molto più conveniente anche per le aziende ad Hong Kong produrre nella poco lontana Shenzen (Cina, repubblica popolare) o altre città cella Cina continentale.

Il cavallo di battaglia di Hong Kong: Commercio e servizi

Dalla colonizzazione britannica Hong Kong è sempre stata un Hub commerciale per l’intera Asia, e lo è tutt’oggi. Dopo Londra e New York infatti, Hong Kong è il terzo polo finanziario del mondo.

Qui di seguito due tabelle, la prima relativa alla forza lavoro di Hong Kong, e la seconda mette in evidenza I settori con maggior numero di occupati.

Forza Lavoro Hong Kong 2015:

Forza Lavoro Hong Kong

Numero di occupati per settore:

Numoro occupati per settore Hong Kong

Come potete notare, la stragrande maggioranza della forza lavoro di Hong Kong opera nel settore terziario, del commercio e dei servizi. Hong Kong dipende quasi interamente dalle importazioni per i beni di consumo, di conseguenza il settore import/export la fa da padrone. Nonostante questa situazione, il settore export è anche quello che ha dimostrato il maggiore calo di occupati su base trimestrale.

Troviamo poi i servizi sociali e alla persona, con un incremento di occupati di circa 1000 unità.

Il settore della finanza e assicurativo resta molto forte, con incremento di 1000 occupati.

Trasporti, logistica e corrieri restano pressapoco stabili.

Le conclusioni che possiamo trarre sull’economia di Hong Kong per il 2015, sono le seguenti:

  1. Nel complesso, la situazione economica di Hong Kong è più che positiva.
  2. Il settore terziario è il motore di questo benessere economico.
  3. L’import/export è il settore col maggior numero di occupati, ma allo stesso tempo quello che ha dimostrato il calo più elevato di posti di lavoro in valore assoluto.
  4. La finanza ha si conferma settore chiave dell’economia di Hong Kong.

Puoi leggere un precedente articolo sul lavoro, e come trovare lavoro ad Hong Kong cliccando qui. Condividi questo articolo cliccando le icone dei social presenti a lato o qui sotto!

Situazione economica di Hong Kong

Situazione economica di Hong Kong

Situazione economica di Hong Kong

Situazione economica di Hong Kong

Situazione economica di Hong Kong
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Lavoro Hong Kong – Vivere a Hong Kong

Lavoro Hong Kong – Trovare lavoro a Hong Kong & adempimenti burocratici

Lavoro Hong KongIn questo articolo spiegherò i principali aspetti da tenere in considerazione quando si cerca lavoro a Hong Kong. Fornirò inoltre alcune dritte su come fare domande di lavoro efficaci, al fine di ottimizzare le possibilità di venire assunti. Posterò inoltre una lista di siti di lavoro utili per italiani.

 

Lavoro Hong Kong – La questione del visto

Ho dedicato un intero articolo all’ottenimento del visto per Hong Kong, e lo potete trovare cliccando qui. Ad ogni modo riassumerò la faccenda brevemente qui di seguito. Per lavorare ad Hong Kong come cittadino italiano, la soluzione più semplice è il training visa, che ha validità massima di un anno e poi deve venire rinnovato. Per il suo ottenimento è necessario avere un contratto di lavoro firmato. Inoltre, la persona richiedente il visto dovrà compilare un modulo denominato ID992A, mentre l’azienda datore di lavoro deve compilare il modulo ID992B.

Per facilitare il processo di acquisizione del visto, esistono agenzie che si occupano degli aspetti burocratici. Sarà quindi sufficiente ottenere un’offerta di lavoro e poi appoggiarsi ad una di queste nel caso il datore non sappia bene come muoversi. Per trovare queste agenzie è sufficiente digitare qualcosa come “Hong Kong visa agency” su Google e i primi risultati dovrebbero essere d’aiuto.

Lavoro Hong Kong – No ai lavori non specializzati

A differenza di Londra e l’Unione Europea in genere, è molto difficile (se non quasi impossibile) emigrare ad Hong Kong e “trovare un lavoretto” per arrangiarsi. A meno che non ci sia un livello di elevata specializzazione, è improbabile recarsi ad Hong Kong per fare ad esempio il cameriere. Nel mio caso specifico, per la domanda del visto training mi sono stati richiesti i titoli di studio, e se non avessi avuto la laurea, la domanda mi sarebbe stato negata.

Ci sono persone che “aggirano” questi vincoli arrivando come turisti e lavoricchiando a nero, ma lo sconsiglio vivamente in quanto le conseguenze legali sono abbastanza severe. Inoltre, un evento negativo di questo genere comprometterebbe la possibilità di ottenere visti (anche turistici) in futuro per altri paesi.

Lavoro Hong Kong – Motori di ricerca di lavoro

Oltre a ricercare aziende operanti nel tuo settore singolarmente sui relativi siti web, spesso sono utili anche i motori di ricerca di lavoro. In questo articolo troverai validi consigli per trovare lavoro (a Londra), ma una buona parte delle informazioni è valida anche per Hong Kong e questa sezione dell’articolo. I siti più efficaci sono i seguenti:

Lavoro Hong Kong – Requisiti Linguistici

Dal punto di vista lavorativo l’inglese è strettamente necessario ma non sufficiente. Spesso è richiesto il mandarino (a causa dei forti contatti commerciali con la Mainland China), ed il cantonese che è la lingua ufficiale di Hong Kong. Poi ovviamente dipende dalla tipologia di lavoro che si sta cercando. Nel caso di un programmatore ad esempio, probabilmente l’inglese potrebbe bastare. Inoltre bisogna considerare se si intende lavorare per una azienda locale o internazionale. Spesso l’inglese è abbastanza se si lavora verso mercati europei e Stati Uniti (io non parlo né il cantonese né il mandarino, e per i clienti in Cina la mia azienda ha un paio di dipendenti madrelingua).

Lavoro Hong Kong – Conto corrente e salari Hong Kong

Conto corrente: Una buona notizia è che anche senza un visto lavorativo è potenzialmente possibile aprire un conto corrente Ovviamente è meglio se in possesso del visto). Ogni banca ha le sue regole, ma in linea di massima è sufficiente una carta firmata dal datore di lavoro dove si certifica l’indirizzo di permanenza del richiedente del conto. Questo è il sito della HSBC per Hong Kong, mentre questo è per la citibank. Dateci un’occhiata per aggiornamenti su condizioni e termini per ottenere un conto.

Salari ad Hong Kong: Questo tema è un po’ più delicato e ovviamente dovreste far riferimento alla vostre specifica azienda e contratto di lavoro. Ad ogni modo, per avere un ordine di grandezza, un impiegato in una multinazionale di grandi dimensioni può avere un salario che oscilla tra i 15000HK$ e 40000HK$ al mese. Il tutto dipende dalla posizione occupata nell’azienda, e altri aspetti che magari non ho considerato. Non è da escludere infine che si possa sforare questi limiti esemplificativi che ho appena proposto.

Lavoro Hong Kong – Come trovare lavoro a Hong Kong

Questo tema meriterebbe un articolo per conto suo, ma cercherò di dare brevemente alcune dritte. Innanzitutto, il primo consiglio che mi sento di dare è aggiornare il proprio CV ed adattarlo ad ogni domanda di lavoro che si intende fare. Il processo è più lungo rispetto ad avere un singolo CV e spedirlo a molte aziende, ma la personalizzazione incrementa le opportunità di un colloquio.

Se si fa domanda per una posizione di marketing ad esempio, consiglierei di mettere in evidenza esperienze nella vendita e adattarle allo stile dell’azienda per cui si fa domanda (questo ovviamente implica che bisogna anche fare delle ricerche sull’azienda stessa).

Attivarsi su Linkedin. Avere un profilo linkedin coerente col proprio CV è una carta vincente in quanto sul CV lo spazio è limitato, mentre su Linkedin è possibile espandere il proprio ventaglio di esperienze e dimostrare il valore effettivo che potrete apportare all’azienda. Se riuscite ad attirare l’interesse del datore, molto probabilmente Linkedin sarà una delle prime cose che verrà valutata dopo il CV.

Evidenziare i propri punti di forza. Ognuno ha qualche forma di talento, o ha ottenuto degli eccellenti risultati in passato. Sfruttate questi assets (es. voto di laurea, tirocini, esperienze di lavoro, corsi e/o certificazioni rilevanti per il vostro settore).

Cover letter e referenze. Non mi addentrerò molto nei meandri di questi temi in quanto la rete è stracolma di informazioni al riguardo. Ad ogni modo, come per il CV, mi sento di consigliare un aggiornamento continuo anche della cover letter, adattandola all’azienda per cui si sta facendo domanda. Consiglio inoltre di rivolgervi ad un precedente datore di lavoro (o relatore di tesi) per farvi scrivere una lettera di referenza sul modello anglosassone. Aldo Mencaraglia è uno dei migliori esperti nel settore, vi rimando al suo sito per informazioni utili a tal riguardo.

Ho girato un breve video che vedrete qui di seguito, sotto al video ulteriori link ed informazioni, non dimenticatevi di condividere l’articolo e seguirmi sui social media che trovate qui a lato.

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